Biografia
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| La vita | Comincio a disegnare prestissimo attorno al 1966 ed in seguito a dipingere ad olio. Nel 1969 frequento l'atelier di incisione San Leonardo a Bologna e dopo gli studi artistici a Firenze ed a Lugano inizio una ponderata e rigorosa attività espositiva. Collaboro con diverse testate fra le quali L'Internazionale, Libera Stampa, L'alternativa, Nuova Libera Stampa. La sinistra, Cenobio, Area e attualmente al quotidiano La Regione Ticino. Nel 1986 fondo assieme ad Ugo Fortini il periodico di riflessione estetica e cultura dell'arte Imago. Nel 1987 lavoro per il Museo Cantonale d'Arte di Lugano nell'allestimento della mostra "Il Ticino e i suoi fotografi" assieme all'architetto Fabio Reinhart. Partecipo a conferenze e dibattiti tra cui la tavola rotonda coordinata da Arturo Schwarz a Torino il 16-5-1987 nell'ambito degli incontri su "Estetica, produzione artistica e cultura libertaria" e "L'incisione alle soglie del nuovo millennio" al Centro culturale svizzero di Milano il 18-1-1999. Nel 1992 fondo lAtelier Dioniso con lannessa scuola di nudo e galleria darte. Nel 1996 sono fra i fondatori della CISI della quale vengo eletto presidente. Studio: Via Castausio 2a, 6900 Lugano, Svizzera |
| Selezione testi critici | Emilio. In esso la luce della ragione e il grumo dei sentimenti si organizzano nella materia intensamente trattata ed elaborata sino a diventare essa stessa simboli, trasfigurazioni, concetti. Il pensiero di Bellei almeno così a noi pare- sta scavando il quanto appartiene alle ragioni dellimprecisabile piuttosto che alla chiarezza (non fosse che sembiante) della ragione. Quel che è importante non è tanto il messaggio che può derivarne, quanto la luce di poesia che può risplendere nei suoi e nei nostri occhi. Eros Bellinelli, 1981 Da punti disseminati sulla carta, centri di forza coincidenti con diversi punti focali, partono le vibrazioni di cui è fatta la grafica di Bellei. Nelle gradazioni della seppia e nel grovigio delle linee si disegnano vortici, ondulazioni, ritmi. Qualcosa che non è forma ma che acquista forma nel movimento- percorre il quadrato dello spazio dincisione, cercandosi. La forma organica è intuibile, è nello sforzo di costituirsi. Di disfarsi, forse, anche. Come i capelli di Ofelia fluttuanti sulla corrente, parvenza di vita nel moto, abbandonati alla morte. Forse lorigine del senso è sempre un grumo dombra e di luce, un pensiero aurorale. Poi viene il tentativo dellartista di dare vita e splendore. Tuttavia, lombra rimane: è lindefinitezza del senso indefinibile, lestremo enorme che non si lascia dire. La vita è così: lorganismo cresce alla vita mentre procede alla morte. Franco Zambelloni, 1987 La vibrazione luminosa che pennellata su pennellata, colpo di spatola uno sullaltro, cercavano i luministi divisionisti, è rimasta nella memoria quantanche accademica- del giovane pittore: in versione sulfurea, si intende, con il distacco necessario e con la particolare piega che il suo fare artistico e le sue personali intenzioni stanno dando e daranno alle cose trovate, agli oggetti della memoria. Piero Del Giudice, 1988 vortici, ondulazioni, il moto ondante della vita, parvenze del mondo. Un farsi e disfarsi, nascere e morire, trame fitte e dolorose nellincessante accadere Il vorticare dei segni narra linstancabile guerra fra luce e ombra. Stefano Crespi, 1988 Da particolari radici storiche, Bellei trae la sapienza del colore, un gusto per il vortice ed il dinamismo che a prima vista sembra ricordare il senso di analoghe ricerche boccioniane, ma che ad uno sguardo più attento lascia intravedere il senso di un discorso ininterrotto sulla storia della forma e del colore Lartista sceglie di orientarsi secondo landamento di un equilibrio possibile dettato dalla calligrafia del segno: in alto in basso, in diagonale, di traverso. Orientamento possibile per lartista, orientamento vitale per lopera. Lidia Reghini di Pontremoli, 1989 Pittore di grande fantasia, Bellei riconferma le sue doti di autentico visionario romantico riconvalidando una pratica ed un atteggiamento particolare in tempi di straniamenti ed incoerenze quale appare il nostro. Alessandro Masi, 1989 Le tensioni e le coincidenze simultanee degli opposti ripropongono su di un piano diverso lambiguità fondamentale, che dischiude al senso proprio perché è vissuta nellesperienza e impedisce al segno o al linguaggio di fossilizzarsi nella designazione rigida ed univoca delle cose. Roberta Mazzola, 1994 Dalla metà degli anni Ottanta Gianluigi Bellei insegue, con metodo meticoloso e concentrazione ascetica, una sorta di reductio del suo sguardo verso il naturale. Del mondo sensibile non gli importano le fattezze, le suggestioni esteriori, ma quella sorta di più intima e risentita facoltà di captazione che potremmo indicare, assai inappropriatamente, come sentimento del corpo. Con nostalgia di scultore per la tattilità, egli accelera la visione sino a una sorta di blow up, nel quale si perda la visione complessiva e distante, e cresca, facendosi pressante e sostanziata d'emozioni, un diverso avvertimento della corporeità. È il corpo come materia e memoria, il corpo come vaso d'emozioni che passano attraverso la sensorialità complessa, e che il segno mira ossessivamente a tradurre, in una trama fitta, fluente, assaporata, che quella sensorialità scrive non trascrive. Flaminio Gualdoni, 2000 |
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