metathesis

Progetto
Schola Gregoriana Ticinensis
Opere
Progetto Ponte Capriasca, Svizzera: Oratorio San Rocco
24 marzo – 21 aprile 2001

Dopo più di 4 anni –e più precisamente dopo l’esposizione alla Cité internationale des arts di Parigi del 1996- Gianluigi Bellei propone una selezione di opere dell’ultimo anno. Lavoro, questo, frutto dell’interagire fra l’imponderatezza della vita e la sua realizzazione estetica.
La mostra è espressamente realizzata per l'Oratorio di san Rocco a Ponte Capriasca, Svizzera.
La considerazione di base è frutto di una concomitanza di eventi che vedono da una parte Rocco come il santo protettore della peste e dall'altra il lavoro realizzato sul concetto di metastasi: la peste ieri, la peste oggi.
L'oratorio in sé è poi espressione della magniloquenza e del decadimento stesso del Barocco: vita, morte e resurrezione.
Le opere sono quindi un sunto di tutto ciò. Il percorso realizzato parte in prossimità della porta d'entrata -accesso e via di mezzo col mondo terreno- e termina sull'altare -momento di trapasso tra il mondo terreno e quello spirituale-.
All'inizio sono rappresentate le ferite della carne -quelle esterne-, poi via via quelle meno visibili interne, per proseguire in un alternarsi di concatenazioni verso l'interno che si trasmuta in "altro".
La realizzazione della opere segue la stessa metodologia: rarefazione dei segni, stilizzazione delle immagini, concentrazione dei colori. Questi partono dal rosso delle ferite e del sangue per soffermarsi sull'azzurro di fondo dell'infinito in un contrappunto di giallo ed oro: il primo simbolo dell'eternità e della vita il secondo momento di mediazione fra gli uomini e gli dei.
Le metastasi -misteriose e sconosciute- navigano fra il colore del fondo e le forme per perdersi nel lavoro finale posto sopra l'altare in cui giallo ed oro si confondono. Salvezza e resurrezione, magia e perdizione come trapasso verso l'inconoscibile.
Ai lati dell'altare le statue di san Rocco e san Sebastiano (ulteriore figura anti-peste, ritratto qui con le frecce del martirio) mentre nell'altra parete di fronte allo svolgersi del racconto espositivo vigila la Madonna dei sette dolori (la fuga in Egitto, lo smarrimento di Gesù, la crocifissione, la deposizione e la sepoltura).
In tutto una ventina di opere su tela di varie dimensioni (60/80 cm quadrati, più l'ultima, sull'altare di cm 230x160).
Il titolo della mostra riflette infine drammaticamente la dicotomia e l’affinità tra metathesis (metàtesi) e metàstasis (metastasi): un linguaggio delle parole ed uno della vita.
Un catalogo a colori testimonia parte dell'operazione.
Durante l’inaugurazione sono previsti alcuni interventi musicali della Schola Gregoriana Ticinensis diretta da Giovanni Conti.
L’esposizione è patrocinata dal Comune di Ponte Capriasca.
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Schola Gregoriana Ticinensis È sorta quale risposta pratica degli allievi del Corso di Introduzione alla Paleografia Musicale e al Canto gregoriano che, sotto la direzione di Giovanni Conti, ha avuto luogo a Lugano nel 1991. In quella sede i docenti gettarono tra i corsisti i semi della scienza semiologica gregoriana, della sua realtà storica e liturgica, della sua realizzazione nella pratica vocale. Da queste premesse hanno preso vita due gruppi, uno riservato alle voci maschili, l’altro riservato alle voci femminili i cui componenti si propongono mediante un accurato studio la diffusione del Canto Gregoriano.
La Schola Gregoriana Ticinensis, attraverso l’orientamento del suo direttore, per concezione e stile ambisce collegarsi agli insegnamenti del grande gregorianista svizzero Luigi Agustoni. Opera alla luce delle più innovative scoperte in materia di interpretazione dei segni neumatici, attingendo al patrimonio manoscritto - con particolare attenzione a quello di area svizzera - a partire dai secoli X e XI. Ne consegue una pratica che non esulando dai principi fondamentali della tecnica vocale, privilegia la parola, il testo, innanzitutto. Il Canto Gregoriano è Parola che si fa musica. È convinzione della Schola, infatti, che partendo da questo inconfutabile dato, nel Canto Gregoriano tornano in vita tutte le espressioni che lo caratterizzano, la gioia delle solennità, il dramma dei periodi della Passione, dalla semplicità melodica sino alle complessità melismatiche.
L’attività della Schola Gregoriana Ticinensis va raccogliendo sempre maggiori consensi in Svizzera e all’estero. Recentemente è stata fatta oggetto di inviti da parte di Festival internazionali di Musica antica e di Canto gregoriano. Particolare successo ha riscosso presentando la Sacra Rappresentazione “Surrexit Christus spes mea” allestita nel 1997 attingendo a fonti documentarie del IX e X secolo appartenenti all’antica tradizione ambrosiana della Svizzera italiana. Ugualmente nel 1999 con il compact disc “Speciosissima mater” con antifone della tradizione gregoriana desunte da codici francescani trecenteschi conservati nella Svizzera italiana.

Il musicologo e gregorianista Giovanni Conti guida la Schola Gregoriana Ticinensis. Già membro dei Cantori Gregoriani di Cremona, ha al suo attivo numerose incisioni per importanti case discografiche quali Rusty Records, PDU-Emi, Victor-JVC, JVC Japan, Paoline Audiovisivi, Naxos e per la Televisione austriaca, la Tv e la Radio Svizzera. Svolge intensa attività concertistica a livello internazionale (Spagna, Germania, Austria, Belgio, Polonia, Russia, Giappone, Italia, Francia, Brasile, Albania, Svizzera). È presidente dell’Associazione Studi di Canto Gregoriano dell’ Europa Latina con sede in Cremona. Docente di Prepolifonia e Storia dei Riti cristiani cantati presso il Centro di Cultura Medievale di Bologna, dal 1997 è vicepresidente della Sezione di lingua italiana della Società Svizzera di Musicologia.
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